- "Socrate, luminoso Maestro, ho un dubbio che tormenta le mie viscere, come si dice facessero i cani con le spoglie del soccombente Ettore!"
- "Platone, o mio allievo poetico quanto imbarazzante, Zeus mi è testimone che seppur mi consideri pari ad una levatrice, sia pure di anime, non ho rimedi contro il mal di pancia! A meno che tu non voglia considerare la cicuta, eh eh eh!"
- "O grande, anche se talvolta mordace, maestro, non ad un dolore fisico mi riferivo, quanto ad un fastidio dello spirito, tanto più che il nostro corpo fisico non ci tormenta più da quando siamo qui nel Mondo Delle Id..eeerrrhh...ehhmmm..."
- "DOVE?!?!"
- "Chiedo venia, mio fumantino maestro, intendevo...ehm...in questo luogo ameno..."
- "Ah, ecco, o Platone, allievo mio diletto, non per mia scelta, ma perché, se invece di insegnare a te, mi fossi accompagnato ai tuoi colleghi più furbi, per godere delle grazie del vino e delle etère, Santippe altro che la risciacquatura dei panni sporchi m'avrebbe fatto mangiare! Per un attimo mi era quasi parso che ritirassi fuori quella tua strampalata teoria del Mondo Delle Idee! Sai bene, che non la voglio neppure sentir nominare, per il tonitruante Zeus!"
- "No, no, mio numinoso maestro, non ci pensavo neanche, davvero!"
- "Va bene, o Platone, per questa volta farò finta di crederti. Cosa è dunque che ti ambascia? La differenza tra lettere maiuscole e minuscole, potrei scommettere!"
- "Errh, no, mio a volte leggermente ingeneroso maestro...stavo pensando ad una cosa che avviene nel Mondo Dei mortali e che non riesco a comprendere!"
- "E chissà perché, il mio daimon mi suggerisce che questa tua affermazione non dovrebbe stupirmi! Ebbene, allievo a cui ho insegnato, giusto perché non avevo una campagna militare contro i Persiani a cui dedicarmi con maggiore diletto, cosa dunque rende la tua fronte, spazio peraltro la cui utilità gli Dei hanno sempre mancato di rendermi nota, simile a procelloso mare nero come il vino?"
- "Ecco, o mio salace maestro, ma se risulta dalle intercettazioni, che Dell'Utri è stato contattato dalla 'Ndrangheta e che ha avuto con loro almeno un paio di incontri, per accordare protezione contro il carcere duro, in cambio di favori elettorali, come si spiega dunque, che egli venga sentito dai giudici solo come testimone?"
- "Mio povero allievo, è dunque vero che per quanto uno possa insegnare, non sempre vi è colui in grado di imparare e che dunque la conoscenza, come dissi ad Alcibiade, non si spande come la forza del magnete attraverso gli anelli di ferro! Cosa ti ho sempre detto io del concetto di bene?"
- "Che esso è giocoforza relativo, o grande maestro e che quindi per poter concepire il bene, bisogna prima raggiungere la conoscenza universale"
- "Appunto, o mio allievo di scolta, è proprio per questo! Perchè è ormai conoscenza universale, che con Berlusconi al governo, Dell'Utri è intoccabile! Forse che questo ti stupisce?"
- "Non so che pensare, mio maestro!"
- "Bene, vedo che allora tutto è tornato come al solito, passami la retsina, su!"
- "Platone, o mio allievo poetico quanto imbarazzante, Zeus mi è testimone che seppur mi consideri pari ad una levatrice, sia pure di anime, non ho rimedi contro il mal di pancia! A meno che tu non voglia considerare la cicuta, eh eh eh!"
- "O grande, anche se talvolta mordace, maestro, non ad un dolore fisico mi riferivo, quanto ad un fastidio dello spirito, tanto più che il nostro corpo fisico non ci tormenta più da quando siamo qui nel Mondo Delle Id..eeerrrhh...ehhmmm..."
- "DOVE?!?!"
- "Chiedo venia, mio fumantino maestro, intendevo...ehm...in questo luogo ameno..."
- "Ah, ecco, o Platone, allievo mio diletto, non per mia scelta, ma perché, se invece di insegnare a te, mi fossi accompagnato ai tuoi colleghi più furbi, per godere delle grazie del vino e delle etère, Santippe altro che la risciacquatura dei panni sporchi m'avrebbe fatto mangiare! Per un attimo mi era quasi parso che ritirassi fuori quella tua strampalata teoria del Mondo Delle Idee! Sai bene, che non la voglio neppure sentir nominare, per il tonitruante Zeus!"
- "No, no, mio numinoso maestro, non ci pensavo neanche, davvero!"
- "Va bene, o Platone, per questa volta farò finta di crederti. Cosa è dunque che ti ambascia? La differenza tra lettere maiuscole e minuscole, potrei scommettere!"
- "Errh, no, mio a volte leggermente ingeneroso maestro...stavo pensando ad una cosa che avviene nel Mondo Dei mortali e che non riesco a comprendere!"
- "E chissà perché, il mio daimon mi suggerisce che questa tua affermazione non dovrebbe stupirmi! Ebbene, allievo a cui ho insegnato, giusto perché non avevo una campagna militare contro i Persiani a cui dedicarmi con maggiore diletto, cosa dunque rende la tua fronte, spazio peraltro la cui utilità gli Dei hanno sempre mancato di rendermi nota, simile a procelloso mare nero come il vino?"
- "Ecco, o mio salace maestro, ma se risulta dalle intercettazioni, che Dell'Utri è stato contattato dalla 'Ndrangheta e che ha avuto con loro almeno un paio di incontri, per accordare protezione contro il carcere duro, in cambio di favori elettorali, come si spiega dunque, che egli venga sentito dai giudici solo come testimone?"
- "Mio povero allievo, è dunque vero che per quanto uno possa insegnare, non sempre vi è colui in grado di imparare e che dunque la conoscenza, come dissi ad Alcibiade, non si spande come la forza del magnete attraverso gli anelli di ferro! Cosa ti ho sempre detto io del concetto di bene?"
- "Che esso è giocoforza relativo, o grande maestro e che quindi per poter concepire il bene, bisogna prima raggiungere la conoscenza universale"
- "Appunto, o mio allievo di scolta, è proprio per questo! Perchè è ormai conoscenza universale, che con Berlusconi al governo, Dell'Utri è intoccabile! Forse che questo ti stupisce?"
- "Non so che pensare, mio maestro!"
- "Bene, vedo che allora tutto è tornato come al solito, passami la retsina, su!"




